Tutti gli articoli di Emy

E se fossimo stati noi?

E’ stato un triste risveglio per la Francia  e per tutti noi. Cento vite spazzate via in nome di un Dio che nessuno ha mai visto. E se è vero che Dio è uno solo a cui cambiamo solo il nome, io non voglio credere in questa entità che incita all’odio e alla morte.

Sui social è guerra al razzismo, al fare di tutta l’erba un fascio etc. Penso che sia sbagliato dire che tutti gli immigrati siano terroristi ma non possiamo nemmeno negare che le cellule si nascondono tra loro e raggiungano l’Europa. Forse non è questione di Islamismo e ammetto di non essere efferata sulla parola del Corano ma se alcuni professori di questa religione sono fanatici al punto di massacrare chi non ha la stessa credenza, probabilmente un qualche testo contro i Cristiani c’è per cui vi chiedo, chi sono i veri razzisti?

Il nostro Dio non ci ha mai suggerito di eliminare chi non la pensa come noi anzi,ci ha sempre invitati alla pace e all’accoglienza per cui ad oggi mi chiedo se non nasciamo già destinati a credere in qualcosa che ognuno nel mondo ha inventato solo per i più deboli che non riescono a credere in se stessi e allora si appigliano al Padre nell’alto dei Cieli.

Quel che però voglio portare alla luce è l’ignoranza, succedono queste cose e tutti nascondo la testa sotto la sabbia pensando: non è successo a noi, siamo vivi, la mia famiglia è qui e non m’interessa; questa è la vera sconfitta perché quelli un giorno saremo noi a detta dell’ISIS e perchè erano fratelli, Cristiani innocenti che si stavano solo godendo il venerdì sera, la Nazionale allo stadio come noi, ignari che qualcuno avrebbe messo fine ai loro giorni.

Quindi anziché farci la guerra via tweet o via post difendendo questo o quello, uniamoci, vogliamoci bene e guardiamo in faccia la realtà: domani potrebbe toccare a noi e state sicuro che nessun Dio verrà a proteggerci.

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Non credevo più alla realizzazione dei sogni poi invece sei arrivato tu.

Avevo sei anni quando in vacanza con tutta la famiglia a Chiatona (Ta), sulla spiaggia, risuonava a tutto volume ” Laura non c’è” e dall’ora, ho sempre seguito i dischi di Nek, in ogni fase della mia vita lui era lì, dalla bambina timida e sognatrice, all’adolescente un pò più esuberante che iniziava a scoprire cosa vuol dire amare e amarsi, fino alla donna complicata e incompleta che sono oggi. E quest anno quando ho sentito che tra i “Big” di Sanremo c’era anche lui non mi sono lasciata scappare l’occasione di sentire in anteprima il suo nuovo capolavoro, “Fatti avanti amore” è stata un colpo di fulmine al primo ascolto e si sa oggi con i social network è più facile interagire, per cui, sono corsa a cliccare mi piace sulla sua pagina e ad iscrivermi ai gruppi vari dei suoi fan. Quando hanno annunciato il suo “instore” ho pregato con tutte le mie forze che una delle tappe fosse la mia Bari e quando è stata annunciata sono corsa a comprare il cd, dovevo incontrarlo e ci sono riuscita. Nei 20 giorni di attesa, ho fatto amicizia con altre fans pugliesi e abbiamo intrapreso chiacchiere whatsappiane fino al fatidico giorno, in cui prima di abbracciare lui ho abbracciato ognuna di loro, più grandi, più piccole, ognuna con la sua vita ma unite dalla passione per Filippo e non c’è cosa migliore delle amicizie accomunate da qualcosa. Insomma il 21 marzo alle 15:30 circa, dopo due ore di fila, ho superato la linea della sicurezza con il mio cd già pronto per l’autografo e ho abbracciato quell’uomo che ha scritto e suonato tante delle mie colonne sonore, sono stati pochi attimi, una firma, una foto, un abbraccio e due baci ma cosi intensi, che presa dal momento non sono riuscita nemmeno a dirgli cosa volevo dire. Per non parlare poi del suo sguardo, quei suoi occhioni blu mare che ci cadi dentro solo a guardarli. Pochi giorni prima, erano state annunciate le date del tour e cosi con le mie nuove amiche abbiamo deciso di prendere i biglietti tutte insieme per poter sclerare anche quel giorno. Devo dire grazie a Filippo per l’emozione innanzitutto ma anche per avermi fatto conoscere queste persone, per avermi fatto uscire dal guscio in cui mi ero chiusa, Porterò tutto questo sempre con me, non capita tutti i giorni di conoscere un idolo. Spero la prossima volta di sbloccarmi e dirti quel che ti voglio dire mio caro Fil, ci vediamo il 28 ottobre al concerto, intanto mi godo il disco così da poterlo intonare con te e le ragazze a squarciagola. ❤

21marzo

Destino Ironico

Voi ce l’avete un destino ironico? Io mi sono resa conto questa mattina di quanto il mio lo sia; vi spiego: ho portato Lillo, il mio barboncino amoroso, a fare la passeggiata ovviamente stamattina avevo due occhiaie che nemmeno Tyson dopo un incontro e una piega ormai non più piega ai capelli ed è qui che entra in azione il “destino ironico”, all’improvviso Lillo mi trascina dall’altra parte della strada, da una cagnolina il cui guinzaglio era nella mano di quello che comunemente chiamiamo “MANZO”.

Ma dico io, perchè succede sempre quando non sono sistemata? perchè dovete sapere che poi quando esco magari con un velo di fondotinta e un pò di maschara, incontro solo l’anziano signore di due portoni più avanti che col suo carrello della spesa si ferma ogni 3×2 per respirare e riprendere forze…. Insomma Destino quando hai intenzione di mettere sulla mia strada l’uomo dei miei sogni e soprattutto quando capirai che devo essere pronta ad incontrarlo?

Buona Giornata 🙂

25 Novembre: Giornata Mondiale Contro la violenza sulle donne

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Oggi ricorre una data importante in questo clima di violenza che si respira nel mondo, la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, Io non sono una femminista, sia ben chiaro, ma ritengo che la questione stia sfuggendo di mano; i femminicidi sono aumentati rispetto allo scorso anno, soprattutto nel sud e centro Italia e ovviamente la maggior parte delle violenze è per mano di una persona vicina alla vittima.

Sappiamo bene che la legge non ci tutela, ma pensano davvero che basti una querela a fermarli? ci sono casi e casi,nel mio ha funzionato perchè probabilmente il mio ex fidanzato aveva solo paura di suo padre, un maresciallo della Finanza, quindi voglioio dire non era un ragazzaccio di strada, ma un ragazzo che all’inizio della nostra storia era il principe azzurro che tutte vorremmo, il vero sè l’ha mostrato solo dopo qualche mese di storia, io avevo appena 17 anni ed era il primo amore per cui lo perdonavo sempre. Siamo stati insieme due anni e mezzo,non continui, ma quando sono andata all’università, ho conosciuto gente nuova e sono maturata ho capito che mi stavo facendo del male da sola e che avevo paura, semplicemente paura di lasciarlo per una sua reazione, che alla fine ha avuto quando ho deciso che dovevo essere più forte.

Lui mi ha perseguitata per giorni finchè una mattina ha perso la testa e si è presentato in facoltà urlandomi parolacce, buttandosi per terra e non se ne voleva andare, io sapevo che sarei dovuta tornare a casa da sola e temevo che questa volta, non si sarebbe fermato a strattonarmi, farmi pizzichi lasciandomi lividi sulle braccia, minacciarmi in ogni modo e dicendomi cose tanto brutte da farmi sentire inutile, di non valere nulla, colpevole e tante altre cose di cui ancora oggi porto i segni dentro, che hanno condizionato la mia vita personale e sociale.

Non racconto quasi mai questa storia, non per vergogna perchè io ho solo la colpa di averglielo permesso, ma perchè mi fa male. Qualche mese fa, fui chiamata dall’ISTAT per una ricerca a riguardo, forse hanno avuto i miei dati dalla Polizia di Stato per la querela, non potete capire quanto doloroso sia stato rispondere a quelle domande, dopo tanto tempo dal fattaccio.

Oggi ho deciso di raccontarlo per dare forza a tutte quelle donne che non hanno il coraggio di dire BASTA! Abbiate coraggio di denunciare, io ho chiesto aiuto a mio padre per farlo, ma adesso ci sono anche tante associazioni, insomma anche se lo Stato non ci aiuta fino in fondo, facciamo sentire la nostra voce.